Our Story
C'era una volta… in realtà verso la fine del 2020, durante uno dei molti confinamenti della pandemia di COVID, stavamo bevendo una birra discutendo del vero senso della vita e di che lavoro ci sarebbe davvero piaciuto fare. Era una di quelle conversazioni su «che cosa ci interessa e che cosa ci dà gioia» che i veri amici fanno ogni tanto. Arrivammo alla conclusione che è il lavoro dell'artigiano ciò che sembra radicato in entrambi, e che lavorare con le mani accende proprio quella gioia che in qualche modo stavamo cercando.
Dopo aver vissuto alcuni anni nel Regno Unito, Peter conosceva bene e gli interessavano le tradizioni britanniche del barbiere e quella cultura del gentleman che vi ruota attorno: una lunga tradizione che abbraccia il rituale della rasatura quotidiana facendone qualcosa di più di una noiosa necessità. Continuammo a parlarne, confrontandola con le tradizioni giapponesi, dato che Patrick è un vero giapponesista e si interessa seriamente alla cultura giapponese. Non passò molto prima che ci imbattessimo nei rasoi giapponesi e nel modo in cui venivano tradizionalmente usati.
Peter allora non sapeva nulla dei rasoi giapponesi e Patrick ne aveva soltanto sentito parlare e letto qualcosa. Ma decidemmo di buttarci in un progetto nuovo e di comprare qualche vecchio rasoio giapponese arrugginito, chiamato kamisori. Ne fummo conquistati e smaniosi di capire che cosa fosse davvero questa «faccenda dei kamisori». All'inizio del 2021 riuscimmo finalmente a mettere le mani sui primi esemplari macchiati di rasoi giapponesi forgiati a mano, con vecchi kanji giapponesi a stento leggibili battuti nel metallo. Peter sapeva già affilare i suoi rasoi di foggia occidentale e pensò valesse la pena provare con questi vecchi pezzi. Riuscì ad affilare un primo kamisori e restò immediatamente folgorato dalla rasatura ravvicinata che quel rasoio sapeva offrire.
Abbiamo pensato che sarebbe stata una buona idea scoprire che cosa fosse scritto sui coltelli, per risalire alla loro storia e conoscere meglio gli artigiani che hanno forgiato questi piccoli gioielli. Così Patrick, in grado di leggere un po' di giapponese, ha intrapreso un lungo e appassionante percorso di ricerca.
Ci siamo resi conto che occorreva anche proteggere il filo intatto del rasoio, e quale modo migliore di costruire una scatola in legno nello stile in cui in Giappone si proteggono le tazze da tè o altri oggetti preziosi? Poiché Patrick ha una solida formazione nella falegnameria con utensili manuali tradizionali giapponesi, ha cominciato a segare e piallare la prima scatola per il kamisori appena affilato da Peter. E che accoppiata: il rasoio e la scatola stavano semplicemente magnificamente insieme. Eppure, guardando il rasoio nella scatola, sentivamo che mancava ancora qualcosa. Dopo qualche riflessione abbiamo deciso che sarebbe stato bello incidere sul coperchio una vecchia xilografia giapponese. Ed era bellissima. Questa è l'esperienza autentica che si prova solo da artigiani: quella soddisfazione profonda di guardare il lavoro finito e vedere che tutto è al suo posto, simile forse a ciò che provavano i fabbri dopo aver creato quei kamisori. Eccola: era esattamente la sensazione e la soddisfazione che cercavamo nella nostra discussione iniziale.
Comunque — per farla breve, pensammo che quello che avevamo appena creato potesse piacere anche ad altri. È così che tutto è cominciato, e da allora facciamo di tutto per diventare più bravi nel restaurare questi gioielli a lungo trascurati e dare loro una seconda vita — da ora in poi nelle loro belle scatole artigianali fatte a mano — perché possano essere trattati con rispetto, usati e amati di nuovo.
Peter e Patrick